October 31st, 2016

"Pensi che io sia ingrassata?"

Scritta per il "tema":
Scrivere una drabble di 100, 200 o 300 parole esatte (a scelta) che "umanizzi" una o più lettere dell'alfabeto. Quindi, boh, non fate domande e leggete.

"Pensi che io sia ingrassata?" Domanda B, specchiandosi.
"Penso che sia masochista chiedermelo, dopo che ti sei scofanata tutta la roba che era rimasta in frigo." Risponde svogliata C, senza distogliere lo sguardo dal libro che sta leggendo.

Vorrebbe anche aggiungere che quel modo di fare di B è a dir poco ridicolo, come un coccodrillo quando divora i suoi figli e poi piange (cioè, ormai il guaio è fatto, che cazzo piangi a fare sul latte versato!?); ma si trattiene dal dirlo proprio perché odia vederla scoppiare a piangere, soprattutto per stupidaggini come quella.

"N mi ha invitato a cena e vorrei mettere qualcosa che mi assottigli il punto vita." Dice, voltata di spalle allo specchio per ammirarsi i glutei. "Fortuna che la metà del lardo che accumulo mi ingrandisce il culo, almeno così ho qualcosa di bello da osservare."

C però non la sta ascoltando: le è bastato sentire il nome di quell'idiota per alzare lo sguardo verso la sua amica, posare il libro che stava leggendo e dirle con lo stesso tono di un papà severo e rompicoglioni: "Tu stasera con quello non esci!"

"Ah sì? E chi me lo vieterebbe, tu?" Assume quell'aria di sfida che sa che C non sopporta, proprio per vederla arrabbiare.

"Sai che lo faccio per il tuo bene: quello non ti merita." Cerca di non cadere nella sua trappola e conclude con un'occhiata gelida, che B finge di non vedere, prendendo dall'armadio un tubino nero e appoggiandoselo sul corpo, tornando a specchiarsi.

C cerca un modo per attirare l'attenzione su di lei, alzandosi dal letto su cui si era stesa e giocando una carta che è costretta ad usare: "A pensarci bene, sì, direi che sei ingrassata. Se dovesse succedere qualcosa di interessate dopo la cena, pensi che N sarebbe capace di sorreggerti?"