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21 January 2011 @ 03:23 pm
[Originale] Il capitano Raissa Koshmar; Il capitano Mirjeta Alia; Prigioni; Mio specchio, mio dubbio  

Fandom: Originale
Titolo: Il capitano Raissa Koshmar
Rating: Giallo
Conto Parole: 100 (Fiumidiparole)
Personaggi: Raissa
Avvertimenti: Linguaggio, tematiche
Prompt-regalo: For a while / It was nice (The Strokes)


Il capitano Raissa Koshmar

Dicevano che era senza cuore e lei si premurava di tenere il cuore ben nascosto per essere all'altezza della fama.
Dicevano che era brutta, gli occhi torti, le tette piccole, e lei era fiera che gli unici complimenti per lei riguardassero il modo in cui maneggiava la spada e comandava la nave.
Dicevano che era una puttana, ma lo dicono sempre, delle donne troppo intelligenti.
Dicevano tante cose, ma un giorno il capitano Raissa Koshmar si accorse che non avrebbe più voluto sentirle.
Poi la spada al fianco e la rotta davanti tornarono a occuparle la mente, e quel pensiero sparì nel vento.

*

Fandom: Originale
Titolo: Il capitano Mirjeta Alia
Rating: Giallo
Conto Parole: 100 (Fiumidiparole)
Personaggi: Mirjeta
Avvertimenti: Linguaggio, tematiche
Prompt-regalo: You're on top of the world again (Belle & Sebastian)


Il capitano Mirjeta Alia

Dicevano che era entrata nella Marina perché era ambiziosa, ed era vero.
Dicevano che diventata capitano per la sua bellezza, e lei sapeva che poteva dimostrare il contrario, con la spada.
Dicevano che aveva aperto le gambe a mezzo mondo per arrivare dov'era, ma lo dicono sempre, delle donne potenti.
Dicevano che non si sarebbe ripresa dall'umiliazione di essere stata sconfitta dal pirata Raissa Koshmar, ma il capitano Mirjeta Alia aveva ribaltato la sorte.
Al processo di Raissa, Mirjeta era in prima fila tra gli accusatori, più in alto del giudice, più in alto del re, e soprattutto più in alto della sua nemica.

*

Fandom: Originale
Titolo: Prigioni
Rating: Giallo
Conto Parole: 200 (Fiumidiparole)
Personaggi: Raissa, Mirjeta
Avvertimenti: Linguaggio, tematiche
Prompt-regalo: Old time grudges / Will die so slowly (The Strokes)


Prigioni

Raissa Koshmar sfida il mondo col silenzio, dall'angolo della sua cella sudicia. Le guardie la scherniscono e lei se ne frega.
Mancano tre giorni alla sua impiccagione.
Mirjeta pensa che il suo posto non sia in quel buco merdoso, umiliata dalle parole e dalle catene. Ma sono nemiche da così tanto tempo che ogni movimento di pietà nel suo cuore viene soffocato all'istante. Ogni volta che le viene voglia di dire o fare qualcosa per altra, subito intervengono i ricordi della rivalità e dei loro ruoli.
Così tace, fingendo di trovare piacere nella sorte della sua avversaria, mentre ogni sguardo, ogni silenzio di Raissa le ricordano quanto lei sia imprigionata nella sua immagine e nel suo rancore.
La notte prima dell'esecuzione una guardia entra nella cella di Raissa, con l'eco di risa e commenti osceni. Mirjeta, che vaga insonne per i corridoi del palazzo di giustizia, arriva, condotta chissà da quale intuizione. L'uomo si ritrova immediatamente a terra, la spada della donna a un soffio dalla gola.
Raissa sibila un grazie, e suona come un insulto.
Mirjeta sputa un'offesa - non è per Raissa: è per il tempo che hanno passato a odiarsi, perché proprio quando le cose potevano cambiare, Raissa non ha più tempo.

*

Fandom: Originale
Titolo: Mio specchio, mio dubbio
Rating: Giallo
Conto Parole: 200 (Fiumidiparole)
Personaggi: Raissa, Mirjeta
Avvertimenti: Linguaggio, tematiche
Prompt-regalo: On our way back home (The Beatles)


Mio specchio, mio dubbio

Quando gli amici di Raissa irrompono nella prigione, all'alba, Mirjeta reagisce con una risata.
Un po' se l'aspettava, un po' ci sperava, un po' è invidiosa degli amici che ha l'altra, e più di tutto prova pena per se stessa.
Potrebbe fare uno sforzo e cambiare le sorti della battaglia, uccidendo il ragazzino che le punta contro una pistola e le intima di aprire la cella. Il suo occhio di stratega ha già visto dieci modi per uscire da quella situazione. Però non lo fa: apre la cella, libera Raissa, le offre il braccio per appigliarsi e rimettersi in piedi.
La guarda negli occhi e pensa che si somigliano tanto.
E la sera di quel giorno fallito, mentre una nave regia riporta a casa il capitano sconfitto, Mirjeta pensa che la sua battaglia per la giustizia non ha senso, se la legge è crudele e i criminali danno lezioni di dignità. Immagina Raissa sulla sua nave riconquistata, anche lei diretta verso la sua casa: l'infinità di strade che ha il mare.
Esiste un modo per conciliare i loro mondi?
Guarda il crepuscolo e avverte, per la prima volta in tutta la sua esistenza, l'ansia di un'altra vita, imprigionata nello spazio troppo piccolo del suo cuore.

 
 
Current Music: Thea Gilmore - "Avalanche"